lunedì 31 ottobre 2011

Nel ventre della balena

Può un uomo sopravvivere dopo essere stato ingoiato nel ventre di una balena?
"Il Signore fece venire un gran pesce per inghiottire Giona: Giona rimase nel ventre del pesce tre giorni e tre notti. Dal ventre del pesce Giona pregò [...] e il Signore diede ordine al pesce, e il pesce vomitò Giona sulla terraferma."
- Antico Testamento, Giona. 

Giona, uno dei protagonisti dell'Antico Testamento, fu il primo caso mitico di uomo ad essere ingoiato da un grande pesce. Il testo sembra riferire piuttosto ad un mostro marino. Solo in seguito Matteo (12:40) specificherà di una balena. Questo mito ebbe grande fortuna e l'animale verrà fissato nell'immaginario collettivo. Alcuni esempi letterari:
  • In una versione dell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, Astolfo finisce nel ventre di una balena.
  • Ne Le avventure del barone Münchhausen di Rudolf Erich Raspe, il protagonista vanta di essere stato ingoiato da un pesce e salvato dai pescatori.
  • Carlo Collodi racconta in Pinocchio di Geppetto ingoiato dal grande pescecane.

Una storia affascinante, da subito accostata al mito di Giona, racconta di un certo James Bartley, capitano della baleniera The Star of the East (La stella d'Oriente) inghiottito da un capodoglio. L'episodio è datato al 1891, quando la baleniera si trovava in spedizione a largo delle isole Falkland. Il capitano, durante la caccia al capodoglio, sceso su una scialuppa fu aggredito dall'animale infastidito dai ripetuti attacchi degli arpioni. La barca venne rovesciata e la maggior parte dell'equipaggio riuscì a mettersi in salvo, Bartley e un marinaio scomparvero tra i flutti. La caccia alla balena continuò fino a tarda ora, fino alla sua cattura. Il giorno seguente ne aprirono la pancia e al suo interno trovarono il capitano. Era ancora vivo, nonostante le 15 ore trascorse nello stomaco del cetaceo. Inizialmente incosciente, poi delirante per lo shock, si riprese del tutto dopo tre settimane. Passo il resto della sua vita portando i segni di quell'avventura. Perse la vista e la sua pelle non guarì mai completamente, sbiancata e raggrinzita dai succhi gastrici. 
Nel 1991 il professore Edward B. Davis fa chiarezza sulla storia di James Bartley (il moderno Giona), indagando e scoprendo una serie di contraddizioni e confutando molti particolari della vicenda. E' probabile che la storia abbia preso vita da un fantasioso racconto di mare. Forse traendo ispirazione da un'altra storia molto famosa, avvenuta diversi anni prima, quando la baleniera Essex partita dal porto di Nantucket nel 1820 fu affondata dai ripetuti attacchi di un capodoglio. I sopravvissuti ne riferirono la cronaca dettagliata dei quei momenti. Fu proprio quest'incidente e i suoi resoconti ad ispirare Herman Melville nel suo Mody-Dick uscito del 1851.
Più probabilmente, la leggenda di Bartley era una voce messa in circolo per giustificare il mito di Giona dell'Antico Testamento, per dimostrare agli scettici della Bibbia i suoi episodi reali. Forse nasce proprio in contrapposizione alle già note teorie sull'evoluzione formulate da Charles Darwin (L'origine della specie, 1859), di poco anteriori.
Ancora oggi questi racconti, seppur identificati come leggende metropolitane nate dal mito e fuse con la storia, ispirano la fantasia di poeti, scrittori e cantautori. Li continuiamo ad apprezzare perché non sono altro che vecchie e semplici storie di uomini e di mare.

James Bartley, capitano della baleniera La Stella d'Oriente.

4 commenti:

  1. Allora spero di essere stato esaustivo :)
    Ho pubblicato ieri l'articolo e piuttosto di fretta. Maledizione al tempo che fugge!

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  2. Non so perchè, ma quell'accenno al porto di Nantucket mi ha toccato personalmente...
    Bell'articolo, Pan. Le storie di mare hanno sempre un gran fascino, anche oggi sono racconti che parlano dell'esplorazione di un mondo totalmente sconosciuto, misterioso e pauroso, alla faccia dell'impressione illusoria, trasmessa dalla televisione e da internet, che tutto sia noto e già visto.

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  3. Grazie Tom,
    bel commento il tuo. Anche io, come te, vivo con totale fascino queste storie di uomini e di mare. Sarà la voglia dell'uomo di spingersi oltre i limiti dell'ignoto, di esplorare, di conoscere un po' di più di noi e del mondo che ci circonda. E seppur si stratta di vecchie storie, ogni volta mi accorgo di sapere poco e di scoprire tanto. Spunta sempre qualcosa di nuovo e di interessante.

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