mercoledì 26 marzo 2014

Tutorial Disegnare Erba e Prato

Dopo un periodo in pausa sabbatica, ecco il nuovo tutorial con i passaggi per disegnare in 2D e creare in 3D l'effetto erba e prato. Per disegnare bene l'erba ci sono alcuni punti da tenere in considerazione, seguitemi dopo il salto dell'immagine.


1) Scegliere con cura i colori di base. Almeno 3-4, dal colore verde più scuro per le ombre (il primo da applicare) a quello più chiaro che deve rappresentare il riflesso della luce, il punto di massima luminosità da applicare con piccoli colpi di pennello.
2) Scegliere con cura il tipo di pennello. Esistono pennelli appositi per creare l'effetto dell'erba (ne trovate anche due nella versione base di Photoshop con il nome Dune Grass e Grass). Si sceglie un pennello che lascia più tracce, più filamenti contigui, se l'erba deve essere mostrata ad una certa distanza. Se siamo molto vicini, e l'immagine richiede più dettaglio, sarà sufficiente un pennello Hard Round molto fino, disegnando stelo per stelo.
3) L'irregolarità alla base di una resa realistica. La natura soprattutto è caratterizzata dall'irregolarità, in rari casi ci troviamo di fronte alla simmetria e quindi alla perfezione. L'importante è dipingere evitando la prevedibilità, lasciandosi trasportare dall'istinto affinato attraverso l'osservazione del mondo che ci circonda. E' utile aiutarsi con fotografie opportunamente selezionate.

Per quanto altri esempi dove può essere analizzato un manto d'erba disegnato stelo su stelo, qui trovate il tutorial del verde con una roccia e qui di un albero con video compreso dei passaggi.
Mentre, per approfondire la voce sulla modellazione 3D del terreno con il prato, qui il tutorial completo per 3D Studio Max.

ENGLISH VERSION:


Continuate a seguirmi e ricordate di farmi sapere le vostre opinioni: scrivetemi qui sotto o sulla pagina di Facebook ;)

mercoledì 5 marzo 2014

Eroi Omerici - Epeo

Figlio di Panopeo, focese di Parnasso, era generalmente considerato un codardo, ma era nato così per volere degli Dei che avevano voluto punire il padre, per un falso giuramento fatto ad Atena.


Nell'Iliade è ricordato come nobile, forte, esperto nel pugilato, infatti è vincitore di una gara durante i giochi funebri di Patroclo, e scarso competitore nella gara del disco, tanto da lanciarlo in malo modo suscitando l'ilarità degli Achei. In guerra invece non è fra i primi, è quindi considerato un guerriero acheo mediocre (Il. XXIII, 664 sgg. e 839-840). Alcuni lo conoscono meglio come portatore dell'acqua degli Atridi (Stesicoro, fr. 200 P), ed è proprio Atena mossa a compassione ad ispirargli l'idea per risolvere l'assedio. Così di fatto sarà ricordato come colui che costruì il Cavallo di Troia (Od. VIII, 493, XI, 523; Apollodoro, Epitome, V, 14). Epeo, minacciato e lusingato, si unì al gruppo che si nascose nella macchina bellica, perché solo lui era a conoscenza del meccanismo per uscire dalla botola.
Viene citato anche da Virgilio (Eneide, II, 264): 
et ipse doli fabricator Epeos
La tradizione letteraria antica gli attribuisce un ruolo molto importante anche dopo il suo ritorno. A lui viene attribuita la fondazione di Lagaria durante il ritorno dalla guerra di Troia, collocata in Enotria lungo il litorale Ionico. Antica città situata tra Sibari e Siris-Heraclea, la sua collocazione è incerta e l'unico a menzionarla è Strabone (VI, I, 14), che la cita come fortezza e per la produzione di vino, uno tra i migliori del territorio. Qui Epeo pare avesse dedicato un santuario alla dea Atena, sua protettrice durante la lunga guerra troiana.
Nell'Athenaion innalzato da Epeo a Lagaria, i fedeli potevano ammirare gli strumenti con i quali il mitico scultore aveva costruito l'astuta invenzione del cavallo.
In un passo di Giustino, storico romano del III secolo d.C., e di Velleio Patercolo anche i Metapontini si dichiarano orgogliosi di poter esibire nel loro tempio di Atena gli strumenti con cui Epeo avrebbe costruito il famoso cavallo: 
Metapontini quoque in templo Minervae ferramenta, quibus Epeus, a quo conditi sunt, equum troianum fabricavit, ostentant (Giustino, XX, 2, 1)
[Epeus] tempestate distractus a duce suo Nestore Metapontum conditit (Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem, I, 1).
All'interno del tempio di Apollo Liceo di Argo dicono ci sia una sua statua lignea nelle fattezze di Afrodite (Pausania, II, 19, 6).
Viene raffigurato nel rilievo di Samotracia, conservato al Louvre e datato circa al 560; rappresentato alle spalle di Taltibio con lo scettro e al seguito di Agamennone assiso.
Un altro dettaglio del personaggio viene da un kylix Attico a figure rosse. datato ca. al 480, da Vulci, attualmente a Monaco, Staatliche Antikensammlungen. Nella scena Atena, protettrice delle arti, presiede al lavoro dello scultore Epeo per il modello del Cavallo di Troia.
PaN

venerdì 28 febbraio 2014

Tutorial Scorciatoie Tastiera Photoshop

Immagine di riferimento per le scorciatoie da tastiera per Adobe Photoshop CS5. Per lo più si tratta degli strumenti di base (quelli rappresentati sulla tastiera), in più sono scritte alcune scorciatoie con le combinazioni di tasti più particolari usate per il disegno digitale.


Un saluto e, se vi va, lasciate un commento per critiche, suggerimenti e quant'altro. Ci vediamo al prossimo tutorial ;)
PaN

mercoledì 19 febbraio 2014

Il carro da guerra in epoca micena e nell’epopea di Omero

È innegabile che il carro sia uno dei principali veicoli dell'epoca Micenea, un veicolo di prestigio per i dignitari di palazzo. Vista l'importanza troviamo questo mezzo di trasporto e combattimento attestato su numerosi affreschi, sigilli, anelli, e bassorilievi di epoca Micenea. Anche i documenti dell'epoca ne parlano. 
Le tavolette ritrovate a Pilo annotano 100 paia di ruote, indicando con tutta probabilità un gruppo privilegiato di un centinaio di persone che spostandosi lungo il regno sorvegliavano 2 vaste province e 7 grandi centri. John Chadwick, il quale decifrò la Lineare B insieme a Ventris, dall'analisi delle tavolette stimò per Cnosso la presenza di 200 carri attivi.
A possedere un carro "in gestione" dal centro palatino potevano essere i cosiddetti followers, attestati dai documenti notarili. Un gruppo di individui, probabilmente di nobile origine, affiliati al palazzo, e possibili "compagni" del sovrano. Questi followers sono associati con certezza a unità di controllo costiero tramite decifrazione delle tavolette di Pilo. Dalle tavolette preservate a Pilo, databili circa al 1220 a.C., si ricavano alcuni indizi dai quali possiamo dedurre che i Greci si davano alle scorrerie predatorie nel nord-est dell'Egeo (l'area che sta tra la Grecia e l'Anatolia). Potrebbe, perciò, trattarsi di isole dalle quali passa l'esercito di Agamennone, come Sciro, Lemno e Tenedo, o della terraferma nell'area a sud della Troade, dove si sono svolte la maggior parte delle campagne di Achille (Wood 1985). Attraverso altri testi (tavolette di Pilo An 657, 519, 654, 656, 661), Pilo comunicava di aver dislocato dieci unità costiere lungo la Messenia, forse in concomitanza di pericolo d'invasione o di razzia nelle coste (Cultraro 2006).

Ricostruzione del Ponte Arkadiko presso Casàrma

Il carro doveva essere comunque usato da persone di alto rango della società, nobili e importanti guerrieri. Ciò appare evidente dallo stile delle rappresentazioni, dove il carro è associato a divinità mitiche o a individui che sembrano appartenere ad alti ranghi (Jansen 2002). Anche in Omero si nota questa particolarità, dove questo mezzo di trasporto è utilizzato dai grandi sovrani Achei. I sovrani avevano un carro con due cavalli, da loro dipendevano la cura delle armi e degli animali, affilati gli uni e ben nutriti gli altri (Il. II, 382-384 e 388-390).
In Omero il carro viene descritto con una cabina chiusa sui tre lati, composto da un telaio piegato con il calore che, probabilmente, arrivava ad altezza della vita, e una coppia di ruote attorno ad esso (Il. V, 262, 322, 722-732; X, 475; XI, 535; XVI, 406; XX, 500-501; XXI, 38).
Nell'Iliade i carri, principalmente, conducono gli eroi al campo di battaglia, o li spostano da un fronte all'altro, e dopo smontano per il duello. Gli aurighi, nel frattempo, mantengono il veicolo pronto, se necessario, ad una rapida ritirata o un rapido inseguimento. Ma non solo! Ci sono alcuni riferimenti nell'Iliade che parlano di combattimenti sul carro. Nestore, abile nel guidare il carro, arringa i guidatori di carri prima della battaglia. Li istruisce in modo da poter caricare in formazione:
"Nessuno – fidando nella sua forza e nei suoi cavalli – osi affrontare i Troiani da solo, davanti agli altri, e neppure si tiri indietro; sareste più deboli; ma se uno di voi dal suo carro può raggiungere un carro nemico, tenda la sua lancia, sarà molto meglio; così i nostri padri distruggevano mura e città, con questo pensiero, con questo ardore nel petto.(Il. IV, 293-309)
Ci sono altri esempi di questo specifico uso in combattimento: 
...i fanti uccidevano i fanti in fuga, i guerrieri sui carri uccidevano i loro avversari a colpi di lancia. (Il. XI, 718)
Per approfondire le raffigurazioni

Nestore ricorda, inoltre, quando da giovane durante un'incursione per razziare bestiame, vicino Pilo, ebbe la meglio combattendo con il carro:
Mentre avanzava lo colpii con la lancia di bronzo ed egli piombò nella polvere; allora balzai sul carro e stetti in prima fila. Si dispersero da ogni parte gli Epei superbi quando videro cadere il loro capo dei guidatori di carro, che era il più forte in battaglia. Ed io mi lanciai simile a nera tempesta e presi cinquanta carri e intorno a ciascuno di essi due guerrieri, abbattuti dalla mia lancia, morsero la terra coi denti. (Il. XI, 742-748)
Nonostante le numerose rappresentazioni mostrano l'utilizzo dell'arco come arma usata sul carro, come avviene nel Vicino Oriente, nelle zone del Mar Egeo il giavellotto e la lancia erano le armi preferite da utilizzare dal carro. Ciò è attestato anche nell'Iliade, quando Pandaro, deluso per l'inefficacia del suo arco, si decide a combattere contro Diomede dal carro con la lancia:
"Tieni tu, Enea, le redini e i tuoi cavalli, [...] io sosterrò l'assalto di quest'uomo con la mia lancia acuta." (Il. V, 230-238)

Scontro tra Achei e Troiani sulla piana polverosa di Troia

PaN

lunedì 10 febbraio 2014

Tutorial Disegnare Pelle

Un altro dei miei tutorial sul disegno digitale. Questa volta andremo a vedere come realizzare la pelle con tecniche di disegno digitale. Nonostante abbia usato il software Photoshop CS5 e una tavoletta grafica Wacom colori, effetti di luce e modalità possono essere applicate un po' a tutti i medium.
Difatti, se pensate in ambito 3D il ragionamento è il medesimo. Per ricreare l'effetto della pelle si usa il Subsurface scattering (o SSS), in sostanza un meccanismo di trasporto della luce che penetra le superfici negli oggetti traslucidi, quali appunto la pelle umana.
Più avanti approfondiremo questo specifico tutorial aggiungendo altri dettagli, magari applicandoli all'anatomia umana. Per ora vi lascio, qui in basso, all'esercizio di disegno più i vari extra aggiuntivi. 


ENGLISH VERSION:


Spero continuiate a seguirmi. Prima di salutarvi ricordo che sono sempre disponibile ad ascoltare e rispondere alle vostre critiche e suggerimenti. Scrivetemi qui o sulla pagina di Facebook ;)
PaN

mercoledì 5 febbraio 2014

Tutorial Profondità e Prospettiva

Il disegno della prospettiva è un requisito essenziale per rappresentare qualunque cosa. Per fare in modo che il nostro edificio, paesaggio, design d'interno o stessa la figura umana siano realistici, dobbiamo tenere a mente alcune nozioni semplici. Le vedremo insieme attraverso questo semplice tutorial che cerca di condensare le nozioni essenziali della prospettiva:


ENGLISH VERSION:


Prima di lasciarvi vi do alcuni link utili sempre interni a questo blog. Prima potete dare un'occhiata, se non l'avete già fatto, a questo tutorial che spiega in parte gli effetti sulla prospettiva aerea. Poi qui trovate altri esempi per le figure umane: Aiace, Menesteo e Character Design.
Un saluto e ricordate che sono sempre disponibile ad ascoltare e rispondere a vostre critiche e suggerimenti. Scrivetemi qui o sulla pagina di Facebook ;)
PaN

lunedì 3 febbraio 2014

Eroi Omerici - Aiace figlio di Telamone

Aiace il Grande, il Maggiore, o semplicemente Aiace (mentre il suo omonimo sarà sempre distinto con qualche epiteto) è il figlio di Telamone (discendente di Zeus) e sovrano di Salamina. Cugino di Achille e fratellastro di Teucro. Fu educato dal centauro Chirone insieme ad Achille e Palamede.
Da Salamina Aiace guida dodici navi, e schiera gli uomini là dove si armano le falangi ateniesi (Il. II, 557-8).

Viene descritto da Omero come il più alto tra gli achei, dotato di una robustissima corporatura, secondo solo al cugino Achille quanto ad abilità nei combattimenti. Un autentico pilastro dell'esercito acheo. Esce indenne da tutte le battaglie dell’Iliade ed è l'unico tra i protagonisti del poema a non ricorrere mai all'aiuto di uno degli dei schierati al fianco delle parti in lotta. È l'incarnazione stessa delle virtù della costanza negli impegni e della perseveranza.
Dopo la cerimonia funebre di Patroclo, ha uno duro scontro con Odisseo. Entrambi gli eroi reclamano il diritto di tenere per sé le armi di Achille, come riconoscimento del loro valore. Alla fine è Odisseo a spuntarla e Aiace s'infuria. Impazzito a causa di un incantesimo lanciatogli da Atena, si lancia contro un gregge di pecore e le massacra, credendo di uccidere i generali achei. Rientrato in sé, si vede coperto di sangue e capisce che cosa abbia in realtà fatto. Perduto in questo modo l’onore, preferisce suicidarsi piuttosto che continuare a vivere nella vergogna. Si trafigge con la spada che Ettore gli aveva donato alla conclusione del loro duello. 
Dal terreno intriso del suo sangue spuntò un fiore porpora (come era accaduto anche alla morte di Giacinto), le cui piccole foglie portano le lettere Ai, iniziali del suo nome ed espressione di un gemito di dolore per la sua perdita (Ovidio, Metamorfosi, 13, 394 e Pausania, I, 35, 4).
Altre leggende raccontavano che la sua morte fosse avvenuta a causa di una freccia scagliata da Paride; o anche, come narra Sofocle nell'Aiace, che egli fosse stato sepolto dai Troiani nell'argilla, poiché era invulnerabile e sarebbe morto di fame costretto all'immobilità. La sua invulnerabilità era fatta risalire ad Eracle che, recatosi a visitare Telamone, pregò Zeus di dare ad Aiace, figlio dello stesso Telamone, la forza della pelle di leone che è il caratteristico attributo di Eracle. Aiace, ancora bambino, venne avvolto nella pelle, che lasciò scoperto solo un punto del suo corpo, per il resto inviolabile. Zeus manifestò il suo favore anche con l’invio di un’aquila, dalla quale (in greco aietos) deriverebbe il nome Aiace (queste versioni del mito sono ricordate in Pindaro, che le desume dalle Grandi Eoie e da Licofrone).
Le sue ceneri vennero deposte sul promontorio Reteo, all’ingresso dell’Ellesponto (Strabone, XIII, 1, 30). Una leggenda, udita da Pausania dagli Etoli stabiliti a Troia, vuole che nonostante le armi fossero finite in mano di Odisseo, durante il suo naufragio il mare le trasportò presso la sua tomba (Pausania, ibid.).
Nell’Iliade è citata una tale Tecmessa prigioniera durante un’incursione achea, fu assegnata, come schiava, ad Aiace. Diventata sua compagna gli diede un figlio, Eurisace. Purtroppo la sua stirpe non ebbe una discendenza illustre (Pausania, II, 29, 4).

Egli è descritto con indosso il bronzo, probabilmente era anche dotato di una corazza in bronzo. Porta un largo scudo che è descritto dettagliatamente nell'Iliade che è un po’ il suo principale attributo, costruito da fabbro Tichio di Ile con sette strati di pelle di bue e ricoperto esternamente con una piastra di bronzo. È sempre descritto come un muro o di torre o bastione quando porta lo scudo (Il. VII, 268). Lo scudo è molto pesante, perché alcuni combattenti veterani seguono Aiace, pronti a prendere il suo scudo ogni volta che il sudore e il lavoro fiaccano le sue membra. La tipologia è quella dello scudo-armatura (body-shield), più precisamente dello scudo "a torre" attestato dal XVI e caduto in disuso dal XV secolo. Indossa un elmo di bronzo probabilmente con i paraguance. Infine in battaglia brandisce spada e lancia, spostandosi sul carro.
Un peculiarità è il patronimico, infatti la parola telamone individua un termine antichissimo, un elemento dello scudo che lo fa reggere. Soprattutto quando l’arma è poco maneggevole e pesante, si usava portarla appesa sulla spalla sinistra mediante una robusta cinghia, appunto il telamone.

Era venerato in Attica, nella Troade, a Salamina, a Bisanzio, forse a Megara. Anche in Italia il culto di Aiace quale mitico avo di varie famiglie era diffuso. Su una tomba estrusca dedicata a Racvi Satlnei a Bologna (V sec.) è riportata l’espressione “aivastelmunsl = della stirpe di Aiace Telamonio”, insieme ad una raffigurazione del suicidio di Aiace, come insegna araldica della famiglia etrusca Satlna.
PaN

giovedì 23 gennaio 2014

Tutorial Disegnare un Albero

Ripropongo il disegno di un video tutorial, fatto pochi giorni fa, attraverso la consueta rappresentazione di tavola riassuntiva. In sintesi, ci sono le varie fasi di disegno per la realizzazione di un albero.
Si parte dallo schema di sintesi per comprendere meglio forme e luci, poi lo schizzo, i vari pennelli e la tavolozza dei colori usati.
Per la roccia, visto che qui è stata disegnata in maniera più approssimativa, consiglio il suo tutorial specifico. Lì troverete due utili texture per gli effetti di rugosità ;)


 ENGLISH VERSION:


VIDEO TUTORIAL:


Come sempre spero di leggere vostre critiche e osservazioni qui sotto o sulla pagina di Facebook del Taccuino di Pan.
PaN

lunedì 20 gennaio 2014

Tutorial Character Design

Questa nuovo immagine presenta in chiave sintetica un precedente tutorial sul Character Design. Lì potete trovare i passaggi spiegati in maniera più approfondita e i personaggi rappresentati sono 3 eroi di pura fantasia a metà tra Il Signore degli Anelli e Il Trono di Spade. Come nel caso della Guerriera ho cercato di delineare costumi e caratteristiche dei personaggi in maniera inconsueta, evitando rappresentazioni classiche. Lo schizzo a matita risale addirittura al... 2006! La colorazione è del 2013.


ENGLISH VERSION:


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PaN

domenica 19 gennaio 2014

Eroi Omerici - Menesteo signore di Atene

Figlio di Peteo e signore di Atene, la bella città del mitico re Eretteo, di cui era nipote (Plutarco, Teseo, 32, 1 sgg.; Eliano, V.H. 4, 5). Domatore di cavalli, abile quasi quanto Nestore a ordinare i carri e i guerrieri:
Mai sulla terra vi fu uomo più abile a ordinare i carri e i guerrieri armati di scudo; solo Nestore gli era rivale, era infatti più vecchio d’età (Il. II, 553-555).

Prima di lui regnava ad Atene il mitico eroe attico Teseo. Mentre Teseo era prigioniero in Tesprozia, l’esercito “spartano” capeggiato dai Dioscuri, Castore e Polluce, fece ingresso ad Atene per liberare la loro sorella Elena imprigionata nel palazzo. Nel frattempo ad Atene, Menesteo, discendente di Eretteo parlando alla folla tentò di sollevare il popolo contro l’assente Teseo. Grazie all’appoggio di Menesteo, riuscirono nell’impresa e affidarono a lui il regno di Atene. Un’altra versione varia leggermente che i Dioscuri condussero Menesteo ad Atene per riconquistare il potere (Apollodoro, Epitome, 1, 23). 
Quando Teseo liberato fece ritorno in patria, si trovò scalzato dal trono, e si allontanò. Menesteo si era ormai conquistato il favore del popolo e restò re guidando gli Ateniesi nell’impresa contro Troia (Plutarco sosteneva che fu il primo uomo a cercare di parlare ad una folla in modo accattivante). 
Sotto la guida suprema di Agamennone anche Menesteo, a capo degli Ateniesi, partì con cinquanta navi dall'antico porto di Atene, il Falero (Il. II, 556). Poco menzionato durante i combattimenti, sarà comunque uno degli eroi che entrerà nel cavallo di legno per tendere il tranello ai Troiani (Pausania, I, 23, 8).
Anche i figli di Teseo, Acamante e Demofonte, parteciparono alla Guerra di Troia (Omero non li menziona durante la guerra, mentre Apollodoro spiega che la loro partecipazione sia avvenuta in un secondo o all’ultimo momento), con lui o con Menesteo, ed entrarono con gli atri eroi nel cavallo di legno.
Finita la guerra, Menesteo navigò per il ritorno insieme ad altri eroi e genti fino a Mimante, poi deviò a Melo dove prese il trono, perché il re dell'isola, Polianatte, era morto (Apollodoro). Si spinse ancora più lontano, nel territorio di Crotone, dove con la colonia di Ateniesi  fondò la città di Skylletion (Strabone, VI, 1, 10).
Dopo la morte di Menesteo, Demofonte gli successe, così i discendenti di Teseo continuarono a regnare per quattro generazioni (Pausania, I, 3, 3).

Il sovrano spicca dal carro, intento a dettare ordini dal veloce carro da guerra, nel tipico atteggiamento retorico. Indossa un elmo a zanne di cinghiale con un alto cimiero, sulle spalle un semplice mantello e alcuni monili di tipica provenienza egizia. Proprio questi ultimi preziosi denotano le sue origini egiziane. Secondo Diodoro Siculo (Biblioteca Storica, I, 28) il padre di Menesteo, Peteo, sarebbe di origini egizie.

Sull’Acropoli di Atene vi era dedicato un cavallo di bronzo detto “Durio” (di legno), che rappresentava il leggendario Cavallo di Legno, ne spuntava fuori la testa di Menesteo, dei figli di Teseo e di Teucro (Pausania, I, 23, 8). Opera di Strongilione, sono stati ritrovati i blocchi della sua base, con tanto di iscrizione del nome dell’artista e del dedicante, tale Cheredemo.
PaN

venerdì 17 gennaio 2014

Studio battaglia con prospettiva aerea

Questa volta un tutorial molto particolare. Più che tutorial direi uno studio per una scena di battaglia. La scena è stata ricreata per il progetto MusInt insieme ad altre illustrazione che narrassero le vicende dalla Guerra di Troia e del Labirinto del Minotauro. Rappresenta lo scontro tra Achei e Troiani cercando di rispettare un'attinenza da un punto di vista storico-archeologico.
Prima di osservare l'immagine due brevi note sulla prospettiva aerea introducendo un concetto fondamentale: 
una maggiore distanza (cioè una maggiore quantità d’aria) fa percepire gli oggetti non solo più piccoli, ma anche più chiari e dai contorni meno definiti. Nel caso specifico di questa illustrazione oltre alla densità dell’aria viene considerata anche la polvere.
La prospettiva aerea, Leonardo la chiama “de’ perdimenti”, riguarda il fatto che gli oggetti in distanza perdono nitidezza, contrasto e colore, sfumando verso un grigio azzurrato. La prospettiva aerea, usata insieme a quella lineare (quella che in pratica determina la diminuzione delle dimensioni degli oggetti più lontani), rende meglio l’idea dei paesaggi visti in distanza. Leonardo tenta di trasferire in pittura, secondo precise regole quantitative, i fenomeni qualitativi della visione degli oggetti a distanza: le variazioni di definizione, di intensità luminosa e di gradazione cromatica:
quello che tu voi che sia cinque volte più lontano, fallo cinque volte più azzurro” 


Oltre la consueta immagine in alta risoluzione anche la versione in inglese del testo, come sempre ridotto all'essenziale.
ENGLISH VERSION:


Per critiche, commenti o spiegazioni scrivetemi qui o sulla pagina di Facebook... Stay Tuned ;)
PaN

venerdì 10 gennaio 2014

Tutorial Effetti di Luci e Ombre

Si parte con un nuovo tutorial con lo scopo di vedere nel dettaglio quali siano i fenomeni legati alle luci e alle ombre. Le luci e le ombre servono a definire gli oggetti presenti sulla scena, siano questi disegnati o modellati in 3D. Quindi i concetti di questo tutorial sono utili sotto ogni punto di vista.
Quando si ragiona in termini di effetti della luce bisogna tenere in conto alcuni fattori:

1. La direzione della fonte di luce, di conseguenza la sua intensità.
2. La superficie dell'oggetto che riflette o assorbe la luce, quindi i materiali.
3. Le ombre che ci danno un chiaro segnale della direzione della luce.
4. I rimbalzi della luce sotto forma di raggi che sono riflessi dalle superfici e finiscono sulle altre adiacenti.


Per chi fosse interessato e vuole approfondire il tema nella versione 3D presento un altro tutorial legato al software 3DStudio Max: Giochi di Luci e Ombre.
Stavolta come potete notare oltre alla consueta immagine in alta risoluzione c'è anche la versione in inglese del testo, che come sempre ridotto all'essenziale.
ENGLISH VERSION:


Continuate a scrivermi critiche, commenti o spiegazioni... a seguirmi e mi raccomando condividete!!!
Stay Tuned ;)
PaN

giovedì 2 gennaio 2014

Tutorial Disegnare Nuvole

Nuovo tutorial su come disegnare le nuvole. Il tema l'avevo già affrontato in un precedente tutorial, ma qui è approfondito e condensato su un'unica immagine.
Spero di essere stato sintetico ma anche che siano piuttosto comprensibili i vari passaggi. Per eventuali dubbi o commenti, scrivetemi! ;) 


Ancora due piccole chicche. Del secondo cielo, quello artico per intenderci, trovate una recensione più il video tutorial completo al seguente link: Al Polo Nord di Salgari.
Invece la quinta illustrazione, con il cielo d'ispirazione Monkey Island (molti l'avranno già notato), trovate i passaggi dell'illustrazione a cui fa da sfondo qui: Creare una illustrazione con tavoletta.
PaN

lunedì 30 dicembre 2013

Tutorial Photoshop - Disegnare Rocce

Nuovo tutorial: questa volta affrontiamo come disegnare una roccia. Quali sono i passaggi per disegnarla realisticamente utilizzando le tecniche di disegno digitale.
Si distinguono subito due diverse modalità per la colorazione, una standard e una più veloce, spiegate graficamente nell'immagine qui pubblicata in versione ad alta risoluzione.
Non ho voluto disegnare soltanto una roccia per mostrare i vari passaggi della sua creazione, ma ho tentato di dare "personalità" per quanto possibile a questo elemento inanimato. Credo in qualche modo di esserci riuscito! Voi cosa ne pensate? E a proposito, mi piacerebbe sapere cosa vi comunica questa roccia e a cosa vi somiglia :)


Spero che il tutorial sia di vostro gradimento, per qualsiasi cosa scrivetemi un commento o una critica, sarà comunque un piacere leggerle.
Il tutorial sulla neve lo trovate qui, mentre quello sull'erba, per ora solo in versione 3D, è invece qui.
Di seguito le due texture noise e chalk usate per gli effetti di rugosità: