mercoledì 17 settembre 2014

Tomba Monumentale di Anfipoli (ricostruzione)

Di recente lo scavo del tumulo di Anfipoli ha portato alla ribalta la notizia della possibile scoperta di sepolture reali macedoni. Non accadeva dal 1977, dalla scoperta delle tombe reali di Verghina da parte dell'archeologo Manolis Andronicos, che entrò così letteralmente nella storia. Oggi, grazie agli scavi condotti egregiamente dall'archeologa Katerina Peristeri, supportata dall'architetto Michael Lefantzis, la notizia ha fatto allo stesso modo il giro del mondo. Hanno ben colto, insieme al Ministero della Cultura greco, l'importanza mediatica dell'era in cui viviamo rilasciando costantemente notizie e foto alla stampa internazionale, soprattutto rivolgendosi ai "non addetti" ai lavori.


La grande tomba di Anfipoli, 10 volte più grande della tomba di Filippo II a Veghina, ha creato da subito grande apprensione su quali fossero i personaggi di spicco lì sepolti. Grandi nomi sono stati menzionati: primo fra tutti Alessandro Magno, poi sua madre Olimpiade, e sua moglie Rossane con i figli. Tra pochi giorni, nel proseguo gli scavi, sparirà quell'ansia di sapere se i reperti al suo interno sono integri e se sono stati depredati, si capirà soprattutto a chi appartiene il tumulo (o il cenotafio commemorativo).
Gli ultimi avanzamenti dei lavori fanno presagire in positivo. La tomba sembra non sia stata profanata da tombaroli e sia in buone condizioni. Difatti la testa e le ali delle sfingi sono state trovate ed è possibile il loro completo ripristino. Anche le parti mancanti delle cariatidi sono state ritrovate nell'interro, sembrerebbero più dovute a crolli che all'opera di qualche saccheggiatore.


Considerata la mia grande passione per la storia e cultura antica ho deciso di realizzare un ritratto della famiglia reale più importante del momento. Filippo II di Macedonia, Alessandro Magno e Olimpiade d'Epiro si affiancano in una ricostruzione il più realistica possibile. La tecnica di realizzazione comprende il fotomontaggio integrato con la pittura digitale. I ritratti sono stati studiati in base alle raffigurazioni conosciute fino ad ora. Più avanti, sempre su questo blog, aggiungerò delle schede più specifiche su ciascun personaggio per descriverne tecnica, vari passaggi e tutti i riferimenti usati per le ricostruzioni.
Chiudo con la speranza che il futuro ci riservi ulteriori e piacevoli sorprese. Che si continui ad investire nella cultura, poiché essa oltre ad essere un bene prezioso per la conoscenza dell'umanità può contribuire economicamente alla sopravvivenza di un Paese, quale miglior "materia prima", storicamente infinita e non inquinante.

Se volte saperne di più sul monumento di Anfipoli e sui progressi degli scavi consiglio i seguenti link:
Se vi sono piaciute queste illustrazioni/ricostruzioni potete aggiungere la mia pagina Facebook per seguire tutti i miei appassionati aggiornamenti:

mercoledì 30 luglio 2014

Tutorial 3ds Max - Impostazioni Daylight di Mental Ray

In questo tutorial, più che altro un promemoria, vedremo i settaggi principali da impostare su 3dStudio Max per ottenere i render finali. Il motore di rendering usato è Mental Ray, acquisito e ormai nativo di 3ds Max.
Seguitemi dopo il salto dell'immagine d'esempio:


  • Per prima cosa accediamo con F10 al percorso Render Setup > Common > Assign Renderer assicurandoci sia attivo mental ray Renderer quale motore di render alla voce 'Production'.
  • Rimanendo nel pannello Render Setup andiamo su Indirect Illumination > Final Gather, quindi verifichiamo sia presente la spunta su Enable Final Gather.
  • Creiamo un sistema che riproduce la luce solare dalla barra degli strumenti Create > Systems > Daylight. Si dovrebbe adesso aprire una finestra dove per proseguire clicchiamo Yes! Verificheremo questa voce più avanti.
  • Trascinando con il primo click sulla scena ci apparirà la nostra "rosa dei venti", subito dopo il sistema sole che possiamo posizionare a qualsiasi distanza dagli oggetti in scena. Dai Control Parameters nel pannello di destra regoliamo subito dalla Time data e ora dell'illuminazione; con Get Location... referenziamo il progetto sulla mappa; in ultimo con North Direction diamo la direzione al nord!
  • Con il sole selezionato andiamo sul pannello Modify quindi: mettiamo la spunta sulle Shadows in modalità Ray Traced Shadows; tra i tipi di cielo e sole scegliamo quelli più specifici di mental ray mr Sun e mr Sky. Alla voce mr Sun Basic Parameters modifichiamo il parametro Softness delle Shadows, alzando il valore a 3 e nel parametro Softness Samples 24. Questi valori regolano la sfumatura delle ombre, in particolare il primo parametro sfuma e il secondo tratta la qualità del campionamento della sfumatura.
  • Dalla barra degli strumenti Rendering > Exposure Control / Environment (in alternativa la scorciatoia da tastiera con il tasto 8) nella Environment Map del Background carichiamo la mappa mr Physical Sky di mental ray.
  • Sempre in questo pannello scendendo in basso nella Exposure Control dobbiamo verificare che il tipo di esposizione presente sia la mr Photographic Exposure Control e che l'Exposure Value (EV) sia impostato su 15. Successivamente potrà essere modificato mantenendo valori tra 14 (immagini sovraesposte) e 16 (immagini sottoesposte).
A questo punto siete pronti a lanciare i vostri render di qualità!
Fatemi sapere cosa ne pensate e se ci sono altri parametri che ho mancato di citare, o che voi inserireste. Per ora vi ringrazio se avete letto fin qui e ci vediamo al prossimo tutorial ;)
PaN

martedì 22 luglio 2014

Tutorial Scorciatoie Tastiera 3ds Max

Immagine di riferimento per le scorciatoie da tastiera per AutoDesk 3dStudio Max. Per lo più si tratta degli strumenti di base (quelli rappresentati sulla tastiera), in più sono scritte alcune scorciatoie con le combinazioni di tasti più particolari usate per il disegno digitale.


Spero sia utile anche a voi, come lo è stato per me!
Invece se siete interessati alle scorciatoie da tastiera di Photoshop le trovate qui.
Per eventuali corsi di 3ds Max e Photoshop li trovate al seguente indirizzo.
Se vi va lasciate un commento, un like, o almeno un +1. Continuate a seguire la pagina e ci vediamo al prossimo tutorial ;)
PaN

lunedì 23 giugno 2014

Eroi Omerici - Agamennone Sovrano di Micene

Signore di uomini, dall'ampio potere e dalla lancia gloriosa, Atride maggiore (dal nome del padre Atreo) è uno dei principali eroi della tradizione epica greca. Conosciuto (da Omero e altri autori) come il figlio di Atreo re di Micene e nipote di Pelope. La madre Aerope generò lui come figlio maggiore, poi venne Menelao e infine Anassibia. Agamennone diventò successivamente il più potente principe della Grecia, dominatore sulla terra e sul mare (Tucidide, I, 9). Da notare, in greco Agamennone vuol dire “molto determinato”. Omero ricorda che egli governò sull'intero Peloponneso, o per lo meno su gran parte di esso, dal momento che ad Argo regnava contemporaneamente Diomede.
Comanda le cento navi il potente Agamennone figlio di Atreo; guida i guerrieri più numerosi e i migliori; con orgoglio ha indossato lui stesso il bronzo abbagliante, spicca fra tutti gli eroi, perché il più forte e comanda l'armata più grande. (Il. II, 576-80)

Durante il lungo assedio di Troia, Agamennone venne in lite con Achille, rispetto al quale nell'Iliade egli ha un ruolo meno rilevante. Agamennone è tuttavia la massima autorità dell'esercito greco e si distingue per il suo spirito cavalleresco, il suo coraggio, il suo carattere magnanimo e la sua virtù: qualità che, seppur inferiori a quelle di Achille, ne fanno un eroe di prima grandezza, che sovrasta tutti gli altri Achei per dignità, potenza e maestà. I suoi occhi e il suo capo sono paragonati a quelli di Zeus, la sua cintura a quella di Ares, il suo petto a quello di Poseidone. Dopo la conquista di Troia egli ricevette come bottino di guerra la giovane figlia di Priamo, Cassandra. Da quest'ultima egli ebbe due gemelli, Teledamo e Pelope. Da Criseide ebbe un figlio che fu chiamato Crise; Criseide, non volendo rivelare l’identità del padre del bambino, disse di averlo concepito da Apollo (Igino, Favole, 121).
Al suo ritorno in patria Agamennone fu ucciso da Egisto, che durante la sua assenza ne aveva sedotto la moglie, Clitennestra. I poeti tragici attribuiscono l'uccisione di Agamennone alla sola Clitennestra, senza l'intervento di Egisto. In seguito la sua morte fu vendicata dal suo unico figlio maschio, Oreste.

L'elemento di maggiore interesse è la sua armatura. Questa proviene da Cipro come dono di Cinira, composta da dieci strisce di smalto nero, dodici d'oro e venti di stagno; serpenti di smalto azzurro si snodavano verso il collo, tre per lato, simili ad arcobaleni. Indossa gambali con i rinforzi d'argento alle caviglie, alle spalle ha assicurata la spada ornata di borchie d'oro lucenti, con il fodero d'argento appeso ad un balteo (cintura di cuoio portata a tracolla dai soldati per appendervi la spada) d'argento con un serpente di smalto turchino che si snoda, con tre teste intrecciate su unico collo. Lo scudo grande e possente, riccamente ornato, stupendo: fatto con dieci cerchi di bronzo, al centro venti borchie di stagno bianco con una nel mezzo nera; lo incoronava una gorgone; d'argento era anche il telamone che sorreggeva lo scudo sulla spalla, decorato con un serpente di smalto turchino che risaliva verso il collo con tre teste. Sull'addome una ornata cintura d'argento protegge dai colpi bassi. L'elmo è a due cimieri con 4 pennacchi e la coda equina. Due lance solide rivestite di bronzo acuto. Il pugnale è tenuto vicino al fodero della spada lunga (descrizione Omerica nell'Iliade).
Non si può dimenticare l'oggetto più importante che durante il periodo della civiltà Micenea identifica il potere, il comando, ovvero lo scettro. Omero ne descrive l'uso durante le assemblee. È segno d'inviolabilità personale del messaggero, dell'ambasciatore e dell'oratore mentre sta tenendo un discorso. La persona che ne è dotata è momentaneamente sacra e intoccabile. Lo scettro personale di Agamennone era stato forgiato da Efesto in persona, passando di mano in mano da divinità alla dinastia di Pelope, fino a giungere come eredità proprio a lui. 
Di questo elemento di potere sono stati ritrovati alcuni reperti, uno fra questi di mirabile fattura, in oro e smalto, in cima al pomello svettano due aquile stanti, dal forte simbolismo araldico (vedi figura). È interessante notare la citazione che fa Aristofane in una sua commedia: 
E sí grande era il loro potere, che, sebbene c'eran come sovrani, nelle cittadi elléne, Menelai e Agaménnoni, stava un uccello all'erta sul loro scettro, e partecipava ad ogni offerta. (Aristofane, Gli uccelli, 508-10)
Scene della storia di Agamennone comparivano: nella ceramica attica; secondo la tradizione nell'Arca di Cipselo (oggi perduta); nei dipinti di Polignoto (Lesche di Delfi, Nekyia), in un quadro di Timanthes. Episodi del mito sono raffigurati nell'Ara di Pergamo e nelle miniature dell'Iliade Ambrosiana, e in altro ambiente nelle pitture della tomba François di Vulci e su alcune urne etrusche. 
Vicino ai Propilei nella Pinacoteca c'era un dipinto che raffigurava la vendetta di Oreste figlio di Agamennone che insieme a suo cugino Pilade uccide Egisto e i figli di Nauplio venuti in suo soccorso (Pausania, I, 22, 8).
Il culto di Agamennone è attestato in età storica in diverse località. Secondo Licofrone a Sparta Agamennone era chiamato Zeus. 
Viene rappresentato insieme al fratello Menelao sulla base della statua di Nemesi di Ramnunte, dove Elena viene condotta da Leda. La statua è nota da alcuni frammenti conservati al Museo di Atene.
Inoltre, occorre ricordare la maschera aurea cosiddetta “di Agamennone”, di molto anteriore perché datata agli inizi del XVI secolo, che rappresenta pur sempre una casta di dignitari di Micene.
PaN

domenica 15 giugno 2014

Circoli Funerari Micenei

Micene, durante l'Elladico Medio, divenne un centro militarmente potente e ricco economicamente. A testimonianza di questa accresciuta importanza, sono stati scoperti dei recinti funerari di forma circolare. Denominati “Circolo A” e “Circolo B” (vedi figure), contenevano una serie di sepolture a pozzetto e ipogee a fossa

Ricostruzione area del Circolo Funerario A di Micene poco prima del 1200 a.C.

Le prime erano formate da un pozzetto poco profondo, scavato nella roccia, piccolo da contenere il corpo del defunto, deposto su un fianco e in posizione contratta; le seconde erano deposte più in profondità, il suolo era rivestito con dei ciottoli e le pareti con bassi muretti di pietre grezze. Queste sepolture erano indicate sopra il riempimento di terra con delle stele con bassorilievi di scene di caccia, guerra e gare, racchiuse entro fasce decorate a spirali che suddividono la superficie (soltanto sei delle ventidue ritrovate si sono meglio conservate e sono tutte scolpite). Il tipo di incisione e il tema iconografico rimanda alla tradizione artistica anatolica. Nella porta meridionale delle mura di Troia sono state trovate alcune stele inserite in blocchi di pietra, ornate con semplici incisioni. Come riferisce Korfmann, possono essere considerate raffigurazione del dio Apaliunas (che ricorda molto il dio Apollo dei greci). Altre stele sono state rinvenute in prossimità di porte e ovunque presenti erano preposte a garantire la protezione del dio. Sembra si tratti di una tradizione antica visto che una stele raffigurante una figura umana armata di lancia è stata ritrovata sulla porta meridionale del primo insediamento di Troia

Ricostruzione Circolo Funerario B all’esterno delle mura di Micene al XVII sec.

Il Circolo A fu scoperto da Schliemann, che vi trovò sei grandi tombe a fossa, ricchissime di corredo e manufatti d’oro, tra cui le maschere funerarie con la celebre “Maschera di Agamennone” (vedi figure). La sua datazione va agli inizi del XVI secolo.


In tempi più recenti invece gli scavi della Società Archeologica Greca hanno portato alla luce il Circolo B, con dieci tombe a pozzetto e quattordici a fossa racchiuse in un circolo di pietre. Più antica e più povera di corredi rispetto al Circolo A, viene datata intorno al XVII secolo.
Dopo recenti studi si è giunti ad affermare che gli aspetti tecnologici e artistici degli oggetti ritrovati in entrambi i circoli vennero realizzati da abili artisti micenei che seppero assimilare e rielaborare le influenze esterne per creare un'arte “internazionale ibrida”, confermando che gli oggetti d'importazione furono pochi.
PaN

lunedì 2 giugno 2014

Tutorial Disegnare Mani e Dita

Eccoci con il nuovo tutorial. Quest'oggi affronteremo uno tra gli argomenti più difficili, punto debole per molti disegnatori: come disegnare le mani.
Le informazioni qui contenute sono sempre sintetiche e condensate in formato d'immagine "tascabile", quindi si tratta per lo più di una guida semplificata e generale. Le mani sono molto diverse e caratteristiche da individuo ad individuo, proprio in funzione di tutte le articolazioni e muscoli in esse contenute. Ma con le dovute semplificazioni si possono fissare alcune regole per poterle disegnare.
Dopo il salto dell'immagine (in alta risoluzione) vedremo di analizzare più nel dettaglio alcuni particolari:


  • Lo schema più importante riguarda le proporzioni della mano. La prima suddivisione si può fare in tre parti: dita, palmo e pollice. Considerato che il pollice sta per i fatti suoi, si può dire che il blocco del palmo e delle dita si iscrivono su due quadrati uguali. Poi c'è la suddivisione del dito, in tre articolazioni, la cui lunghezza si può considerare approssimativamente uguale.
  • Altra parte, non importantissima ma da tenere in conto, è la differenza tra mano maschile e quella femminile. Le mani femminili sono più sottili, palmo stretto e dita più affusolate, anche le unghie si possono disegnare spesso più affusolate. Per gli uomini abbiamo mani più squadrate, articolazioni e nocche più grandi e tozze, punta delle dita piatta con unghia spesso più larga. Con le dita serrate la mano maschile risulta più compatta, mentre quella femminile tende a convergere verso la punta delle dita, insomma è più affusolata.
  • Attenzione particolare va data alla pelle. Qui faccio un opportuno rimando ad un precedente tutorial su come disegnare la pelle.
  • Per spiegare il fenomeno dell'ultima immagine a destra, la luce penetra le superfici negli oggetti traslucidi. Per esempio il marmo o l'alabastro sono materiali che lasciano filtrare la luce al loro interno fino ad una certa profondità superficiale, così come lo fa anche la pelle umana. In pratica la luce penetra la superficie e viene riflessa molte più volte all'interno del materiale in maniera irregolare. Quindi abbiamo l'effetto di un corpo, in questo caso una mano, che lascia vedere attraverso di sé. Per approfondire questa voce, soprattutto nel campo 3D, abbiamo il materiale SubSurface Scattering di 3DStudio Max.

ENGLISH VERSION: 


Non dimenticate di commentare, facendomi sapere cosa ne pensate, quali sono i tutorial che vorreste vedere realizzati... e condividete pure se volete, che poi è un modo per spronare il Taccuino a continuare!
Ci vediamo alla prossima ;)
PaN

lunedì 28 aprile 2014

The Last of Us - FanArt

Una volta nei torrenti di montagna c'erano i salmerini. Li potevi vedere fermi nell'acqua ambrata con la punta bianca delle pinne che ondeggiava piano nella corrente. Li prendevi in mano e odoravano di muschio. Erano lucenti e forti e si torcevano su se stessi. Sul dorso avevano dei disegni a vermicelli che erano mappe del mondo in divenire. Mappe e labirinti. Di una cosa che non si poteva rimettere a posto. Che non si poteva riaggiustare. Nelle terre dove vivevano ogni cosa era più antica dell'uomo, e vibrava di mistero. 
- La Strada (The Road), Cormac McCarthy

Nessun contest dietro questa illustrazione di The Last of Us, solo pura passione e sensazioni dopo aver visto questo stupendo gioco. Chi l'ha giocato capirà quando è ambientata la scena... ah, non sapete di cosa parlo? Allora fate come ho fatto io, dopo il salto dell'illustrazione alcuni link utili se volete approfondire.


Non sono un grande esperto (o amante) di giochi da console, però devo ammette: questo titolo non è soltanto un gioco, è una storia! Dietro la cura dei dettagli, dei personaggi e i loro dialoghi, dell'ambientazione e della trama, c'è un potenziale cinematografico. Pur avendo molte citazioni riesce a trasformarsi in qualcosa di originale, raccontando nella sua storia l'atmosfera di The Road di Cormac McCarthy, le ambientazioni del film Io sono leggenda e la componente horror post-apocalittica di The Walking Dead
Ho scoperto The Last of Us, devo ammettere, guardando una versione del gioco montata tipo "film", qui su Youtube. Due ore e mezzo di puro intrattenimento, dove quasi non c'è un distinguo tra parti giocabili e spezzoni di scene. Poi, incuriosito, ho voluto vedere tutto il resto del gioco (tramite la serie di gameplay di QuelTaleAle) e ho scoperto che la trama in questo walkthrough acquistava molto più spessore in tutti i suoi minimi dettagli.
Per l'ascolto consiglio la splendida colonna sonora del gioco che mi ha accompagnato durante le varie fasi della realizzazione dell'illustrazione, perlopiù notturna (eh sì ore piccole, le uniche disponibili). Poi come dimenticare di curiosare nella pagina ufficiale del gioco della Naughty Dog.
Per quanto riguarda le tecniche, come potete vedere nello schema qui accanto, l'immagine ha subito numerosi trattamenti per raggiungere il livello di realismo finale. Sono piuttosto soddisfatto di questa nuova tecnica compositiva che unisce numerosi substrati al disegno con pittura digitale "tradizionale". Ma non voglio dilungarmi più di tanto su questo post, anche se l'ho fatto già fatto parlando di The Last of Us, quindi chiedetemi pure nei commenti o messaggi info sulle tecniche e i programmi utilizzati; per il resto rimando ai corsi di Photoshop, 3DStudio Max e Disegno Digitale offerti a prezzi più che ragionevoli!

 


Per ora un saluto, continuate a seguirmi e scrivermi, sono sempre lieto di rispondere. A presto
PaN

mercoledì 26 marzo 2014

Tutorial Disegnare Erba e Prato

Dopo un periodo in pausa sabbatica, ecco il nuovo tutorial con i passaggi per disegnare in 2D e creare in 3D l'effetto erba e prato. Per disegnare bene l'erba ci sono alcuni punti da tenere in considerazione, seguitemi dopo il salto dell'immagine.


1) Scegliere con cura i colori di base. Almeno 3-4, dal colore verde più scuro per le ombre (il primo da applicare) a quello più chiaro che deve rappresentare il riflesso della luce, il punto di massima luminosità da applicare con piccoli colpi di pennello.
2) Scegliere con cura il tipo di pennello. Esistono pennelli appositi per creare l'effetto dell'erba (ne trovate anche due nella versione base di Photoshop con il nome Dune Grass e Grass). Si sceglie un pennello che lascia più tracce, più filamenti contigui, se l'erba deve essere mostrata ad una certa distanza. Se siamo molto vicini, e l'immagine richiede più dettaglio, sarà sufficiente un pennello Hard Round molto fino, disegnando stelo per stelo.
3) L'irregolarità alla base di una resa realistica. La natura soprattutto è caratterizzata dall'irregolarità, in rari casi ci troviamo di fronte alla simmetria e quindi alla perfezione. L'importante è dipingere evitando la prevedibilità, lasciandosi trasportare dall'istinto affinato attraverso l'osservazione del mondo che ci circonda. E' utile aiutarsi con fotografie opportunamente selezionate.

Per quanto altri esempi dove può essere analizzato un manto d'erba disegnato stelo su stelo, qui trovate il tutorial del verde con una roccia e qui di un albero con video compreso dei passaggi.
Mentre, per approfondire la voce sulla modellazione 3D del terreno con il prato, qui il tutorial completo per 3D Studio Max.

ENGLISH VERSION:


Continuate a seguirmi e ricordate di farmi sapere le vostre opinioni: scrivetemi qui sotto o sulla pagina di Facebook ;)

mercoledì 5 marzo 2014

Eroi Omerici - Epeo

Figlio di Panopeo, focese di Parnasso, era generalmente considerato un codardo, ma era nato così per volere degli Dei che avevano voluto punire il padre, per un falso giuramento fatto ad Atena.


Nell'Iliade è ricordato come nobile, forte, esperto nel pugilato, infatti è vincitore di una gara durante i giochi funebri di Patroclo, e scarso competitore nella gara del disco, tanto da lanciarlo in malo modo suscitando l'ilarità degli Achei. In guerra invece non è fra i primi, è quindi considerato un guerriero acheo mediocre (Il. XXIII, 664 sgg. e 839-840). Alcuni lo conoscono meglio come portatore dell'acqua degli Atridi (Stesicoro, fr. 200 P), ed è proprio Atena mossa a compassione ad ispirargli l'idea per risolvere l'assedio. Così di fatto sarà ricordato come colui che costruì il Cavallo di Troia (Od. VIII, 493, XI, 523; Apollodoro, Epitome, V, 14). Epeo, minacciato e lusingato, si unì al gruppo che si nascose nella macchina bellica, perché solo lui era a conoscenza del meccanismo per uscire dalla botola.
Viene citato anche da Virgilio (Eneide, II, 264): 
et ipse doli fabricator Epeos
La tradizione letteraria antica gli attribuisce un ruolo molto importante anche dopo il suo ritorno. A lui viene attribuita la fondazione di Lagaria durante il ritorno dalla guerra di Troia, collocata in Enotria lungo il litorale Ionico. Antica città situata tra Sibari e Siris-Heraclea, la sua collocazione è incerta e l'unico a menzionarla è Strabone (VI, I, 14), che la cita come fortezza e per la produzione di vino, uno tra i migliori del territorio. Qui Epeo pare avesse dedicato un santuario alla dea Atena, sua protettrice durante la lunga guerra troiana.
Nell'Athenaion innalzato da Epeo a Lagaria, i fedeli potevano ammirare gli strumenti con i quali il mitico scultore aveva costruito l'astuta invenzione del cavallo.
In un passo di Giustino, storico romano del III secolo d.C., e di Velleio Patercolo anche i Metapontini si dichiarano orgogliosi di poter esibire nel loro tempio di Atena gli strumenti con cui Epeo avrebbe costruito il famoso cavallo: 
Metapontini quoque in templo Minervae ferramenta, quibus Epeus, a quo conditi sunt, equum troianum fabricavit, ostentant (Giustino, XX, 2, 1)
[Epeus] tempestate distractus a duce suo Nestore Metapontum conditit (Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem, I, 1).
All'interno del tempio di Apollo Liceo di Argo dicono ci sia una sua statua lignea nelle fattezze di Afrodite (Pausania, II, 19, 6).
Viene raffigurato nel rilievo di Samotracia, conservato al Louvre e datato circa al 560; rappresentato alle spalle di Taltibio con lo scettro e al seguito di Agamennone assiso.
Un altro dettaglio del personaggio viene da un kylix Attico a figure rosse. datato ca. al 480, da Vulci, attualmente a Monaco, Staatliche Antikensammlungen. Nella scena Atena, protettrice delle arti, presiede al lavoro dello scultore Epeo per il modello del Cavallo di Troia.
PaN

venerdì 28 febbraio 2014

Tutorial Scorciatoie Tastiera Photoshop

Immagine di riferimento per le scorciatoie da tastiera per Adobe Photoshop CS5. Per lo più si tratta degli strumenti di base (quelli rappresentati sulla tastiera), in più sono scritte alcune scorciatoie con le combinazioni di tasti più particolari usate per il disegno digitale.


Un saluto e, se vi va, lasciate un commento per critiche, suggerimenti e quant'altro. Ci vediamo al prossimo tutorial ;)
PaN

mercoledì 19 febbraio 2014

Il carro da guerra in epoca micena e nell’epopea di Omero

È innegabile che il carro sia uno dei principali veicoli dell'epoca Micenea, un veicolo di prestigio per i dignitari di palazzo. Vista l'importanza troviamo questo mezzo di trasporto e combattimento attestato su numerosi affreschi, sigilli, anelli, e bassorilievi di epoca Micenea. Anche i documenti dell'epoca ne parlano. 
Le tavolette ritrovate a Pilo annotano 100 paia di ruote, indicando con tutta probabilità un gruppo privilegiato di un centinaio di persone che spostandosi lungo il regno sorvegliavano 2 vaste province e 7 grandi centri. John Chadwick, il quale decifrò la Lineare B insieme a Ventris, dall'analisi delle tavolette stimò per Cnosso la presenza di 200 carri attivi.
A possedere un carro "in gestione" dal centro palatino potevano essere i cosiddetti followers, attestati dai documenti notarili. Un gruppo di individui, probabilmente di nobile origine, affiliati al palazzo, e possibili "compagni" del sovrano. Questi followers sono associati con certezza a unità di controllo costiero tramite decifrazione delle tavolette di Pilo. Dalle tavolette preservate a Pilo, databili circa al 1220 a.C., si ricavano alcuni indizi dai quali possiamo dedurre che i Greci si davano alle scorrerie predatorie nel nord-est dell'Egeo (l'area che sta tra la Grecia e l'Anatolia). Potrebbe, perciò, trattarsi di isole dalle quali passa l'esercito di Agamennone, come Sciro, Lemno e Tenedo, o della terraferma nell'area a sud della Troade, dove si sono svolte la maggior parte delle campagne di Achille (Wood 1985). Attraverso altri testi (tavolette di Pilo An 657, 519, 654, 656, 661), Pilo comunicava di aver dislocato dieci unità costiere lungo la Messenia, forse in concomitanza di pericolo d'invasione o di razzia nelle coste (Cultraro 2006).

Ricostruzione del Ponte Arkadiko presso Casàrma

Il carro doveva essere comunque usato da persone di alto rango della società, nobili e importanti guerrieri. Ciò appare evidente dallo stile delle rappresentazioni, dove il carro è associato a divinità mitiche o a individui che sembrano appartenere ad alti ranghi (Jansen 2002). Anche in Omero si nota questa particolarità, dove questo mezzo di trasporto è utilizzato dai grandi sovrani Achei. I sovrani avevano un carro con due cavalli, da loro dipendevano la cura delle armi e degli animali, affilati gli uni e ben nutriti gli altri (Il. II, 382-384 e 388-390).
In Omero il carro viene descritto con una cabina chiusa sui tre lati, composto da un telaio piegato con il calore che, probabilmente, arrivava ad altezza della vita, e una coppia di ruote attorno ad esso (Il. V, 262, 322, 722-732; X, 475; XI, 535; XVI, 406; XX, 500-501; XXI, 38).
Nell'Iliade i carri, principalmente, conducono gli eroi al campo di battaglia, o li spostano da un fronte all'altro, e dopo smontano per il duello. Gli aurighi, nel frattempo, mantengono il veicolo pronto, se necessario, ad una rapida ritirata o un rapido inseguimento. Ma non solo! Ci sono alcuni riferimenti nell'Iliade che parlano di combattimenti sul carro. Nestore, abile nel guidare il carro, arringa i guidatori di carri prima della battaglia. Li istruisce in modo da poter caricare in formazione:
"Nessuno – fidando nella sua forza e nei suoi cavalli – osi affrontare i Troiani da solo, davanti agli altri, e neppure si tiri indietro; sareste più deboli; ma se uno di voi dal suo carro può raggiungere un carro nemico, tenda la sua lancia, sarà molto meglio; così i nostri padri distruggevano mura e città, con questo pensiero, con questo ardore nel petto.(Il. IV, 293-309)
Ci sono altri esempi di questo specifico uso in combattimento: 
...i fanti uccidevano i fanti in fuga, i guerrieri sui carri uccidevano i loro avversari a colpi di lancia. (Il. XI, 718)
Per approfondire le raffigurazioni

Nestore ricorda, inoltre, quando da giovane durante un'incursione per razziare bestiame, vicino Pilo, ebbe la meglio combattendo con il carro:
Mentre avanzava lo colpii con la lancia di bronzo ed egli piombò nella polvere; allora balzai sul carro e stetti in prima fila. Si dispersero da ogni parte gli Epei superbi quando videro cadere il loro capo dei guidatori di carro, che era il più forte in battaglia. Ed io mi lanciai simile a nera tempesta e presi cinquanta carri e intorno a ciascuno di essi due guerrieri, abbattuti dalla mia lancia, morsero la terra coi denti. (Il. XI, 742-748)
Nonostante le numerose rappresentazioni mostrano l'utilizzo dell'arco come arma usata sul carro, come avviene nel Vicino Oriente, nelle zone del Mar Egeo il giavellotto e la lancia erano le armi preferite da utilizzare dal carro. Ciò è attestato anche nell'Iliade, quando Pandaro, deluso per l'inefficacia del suo arco, si decide a combattere contro Diomede dal carro con la lancia:
"Tieni tu, Enea, le redini e i tuoi cavalli, [...] io sosterrò l'assalto di quest'uomo con la mia lancia acuta." (Il. V, 230-238)

Scontro tra Achei e Troiani sulla piana polverosa di Troia

PaN

lunedì 10 febbraio 2014

Tutorial Disegnare Pelle

Un altro dei miei tutorial sul disegno digitale. Questa volta andremo a vedere come realizzare la pelle con tecniche di disegno digitale. Nonostante abbia usato il software Photoshop CS5 e una tavoletta grafica Wacom colori, effetti di luce e modalità possono essere applicate un po' a tutti i medium.
Difatti, se pensate in ambito 3D il ragionamento è il medesimo. Per ricreare l'effetto della pelle si usa il Subsurface scattering (o SSS), in sostanza un meccanismo di trasporto della luce che penetra le superfici negli oggetti traslucidi, quali appunto la pelle umana.
Più avanti approfondiremo questo specifico tutorial aggiungendo altri dettagli, magari applicandoli all'anatomia umana. Per ora vi lascio, qui in basso, all'esercizio di disegno più i vari extra aggiuntivi. 


ENGLISH VERSION:


Spero continuiate a seguirmi. Prima di salutarvi ricordo che sono sempre disponibile ad ascoltare e rispondere alle vostre critiche e suggerimenti. Scrivetemi qui o sulla pagina di Facebook ;)
PaN

mercoledì 5 febbraio 2014

Tutorial Profondità e Prospettiva

Il disegno della prospettiva è un requisito essenziale per rappresentare qualunque cosa. Per fare in modo che il nostro edificio, paesaggio, design d'interno o stessa la figura umana siano realistici, dobbiamo tenere a mente alcune nozioni semplici. Le vedremo insieme attraverso questo semplice tutorial che cerca di condensare le nozioni essenziali della prospettiva:


ENGLISH VERSION:


Prima di lasciarvi vi do alcuni link utili sempre interni a questo blog. Prima potete dare un'occhiata, se non l'avete già fatto, a questo tutorial che spiega in parte gli effetti sulla prospettiva aerea. Poi qui trovate altri esempi per le figure umane: Aiace, Menesteo e Character Design.
Un saluto e ricordate che sono sempre disponibile ad ascoltare e rispondere a vostre critiche e suggerimenti. Scrivetemi qui o sulla pagina di Facebook ;)
PaN