lunedì 29 dicembre 2014

Ricostruzioni archeologiche in 3D

Per generare degli elaborati archeologici corretti occorre padroneggiare alcuni strumenti, e non solo. Durante l'elaborazione, virtuale o grafica, ci si trova di fronte ad alcuni quesiti, i quali necessitano di un'adeguata interpretazione. In un campo dove le evidenze archeologiche sono scarse, le interpretazioni molteplici, diventa necessario avere competenze specifiche per effettuare giuste scelte tipologiche. È consigliata l'analisi sul campo: unica arma in grado di fornire una conoscenza diretta dell'argomento. Molto importante è l'esigenza di collaborazione in favore di un'archeologia più moderna e scientifica che faccia ricorso a specialisti di più settori.
Gli strumenti tecnici a disposizione devono essere molteplici: una vasta conoscenza bibliografica, una serie di conoscenze apprese sul campo, le affinità con il disegno a mano libera e su tavoletta grafica, fino a giungere alle più attuali tecniche di rappresentazione attraverso l'uso di software 2D e 3D su cui improntare le ipotesi ricostruttive.
Proviamo a vedere alcuni esempi di ricostruzione realizzati usando due principali software, 3D Studio Max e Photoshop:








Altri esempi invece li trovate cliccando su questo precedente articolo del blog.

Riassumendo alcuni fra gli strumenti necessari:

Analisi sul campo
Collaborazione multidisciplinare 
Conoscenza bibliografica e di ricerca
Affinità con il disegno a mano libera
Tecniche di rappresentazione 2D e 3D
PaN

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